Ci sono persone che non si limitano a vivere il proprio tempo, ma lo attraversano lasciando un segno indelebile. Don Andrea Gallo era una di queste. Prete di strada, uomo di fede e di rivoluzione, amico degli ultimi e nemico delle ipocrisie, ha fatto della sua esistenza un manifesto di lotta e accoglienza.
A anni dalla sua scomparsa, il dieci ricordo di Don Gallo non si affievolisce. Anzi, forse è proprio oggi che la sua voce roca e graffiante servirebbe più che mai. In un mondo in cui l’esclusione e l’intolleranza sembrano aver rialzato la testa, la sua Chiesa degli ultimi continua a mancare.
Nato nel 1928, Don Andrea Gallo ha scelto presto da che parte stare. Dalla parte dei più fragili, degli emarginati, di chi non ha voce. Genovese di nascita e partigiano nello spirito, ha vissuto il Vangelo non come un libro di regole, ma come un atto di ribellione contro le ingiustizie. Era un prete scomodo, perché ricordava a tutti che la fede senza l’azione è vuota.
Nel 1975 fonda la Comunità di San Benedetto al Porto, un luogo di accoglienza per tossicodipendenti, senzatetto, migranti, prostitute, tutti coloro che la società tendeva a dimenticare. Non chiedeva ai suoi ospiti di cambiare per essere accolto, li accoglieva per dar loro la possibilità di cambiare, se lo volevano. “Bisogna scandalizzarsi”, diceva. “Gesù è stato il più grande sovversivo della storia.”
Le sue battaglie non si contavano: dalla legalizzazione delle droghe leggere ai diritti LGBTQ+, dall’antiproibizionismo alla difesa della Costituzione antifascista. Sempre con il basco in testa e il sorriso ironico di chi sa che non basta predicare, bisogna sporcarsi le mani. “Io non mi sento di destra né di sinistra. Io sto con chi ha bisogno.”
Oggi, guardandoci intorno, viene da chiedersi: chi ha raccolto la sua eredità? Chi ha ancora il coraggio di essere scomodo, di alzare la voce quando tutti tacciono, di rifiutare i compromessi della rinuncia? Don Gallo non c’è più, ma il suo messaggio continua a camminare sulle gambe di chi non si rassegna.
Ci mancherà sempre Don Gallo. Ma forse, il modo migliore per onorarlo è non limitarci al rimpianto, bensì continuare la sua battaglia.
“La strada mi arricchisce, continuamente. Lì avvengono gli incontri più significativi, l’incontro della vera sofferenza, l’incontro di chi però ha ancora tanta speranza e allora guarda, attende. Per la strada nascono le alternative, nasce il voler conquistare dei diritti.”
Don Andrea Gallo
2 commenti
E’ stato sicuramente un personaggio eccezionale, come lui ce ne sono sempre stati pochissimi. Ed oltre ad una grande umanità, un coraggio da leoni, capace di andare controcorrente per tenere fede al suo credo, alla sua voglia di aiutare gli ultimi, come lui stesso li definiva, uomini e donne come noi.
Hai descritto questo meraviglioso essere in modo perfetto, grazie